• Alessandro Vanzaghi - Scrittore
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Alessandro Vanzaghi

Come gocce di pioggia scivolate via

Dopo “Fuoritempo” (Ensemble, 2018) e “4 novembre” (La Gru, 2022), entrambi reperibili su Amazon, lo scrittore della Pagine Scure torna con il suo nuovo romanzo.

Prezzo: cartaceo 14 euro – ebook: 2,99 euro

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Di ritorno dagli inferi
Non si capacitava di come la maggior parte delle persone facesse il possibile per rovinarsi l’esistenza, come se al termine del viaggio fosse prevista una specie di ricompensa per i martiri. Una tomba a doppia piazza dove starsene belli comodi o un vestito elegante dentro cui presentarsi al Creatore. Non credeva di essere speciale, né tantomeno migliore di chiunque altro. Per lui era perfettamente normale vivere a modo suo. Non doveva sforzarsi di essere com’era, gli veniva naturale. Riteneva che a nulla servisse sballarsi, pensare male, portare rancore, alzarsi la mattina e imprecare, rattristarsi per una brutta notizia letta in quarta pagina, abbattersi perché forse le cose sarebbero potute andare diversamente. Giammai! Procedeva tutto a gonfie vele e lui avrebbe continuato a godersela. Senza far troppo caso a orologi e calendari, critiche e occasioni perdute. No, lui avrebbe mantenuto il sorriso. Non come un cretino, né a denti stretti o per disperazione, bensì come una persona che apre la finestra la mattina, si trova davanti un cielo grigio ed è sicuro che le nuvole si toglieranno presto di torno.
Via io, via voi, via tutti
Beatrice sorrise mentre s’incamminavano verso l’uscita del parcheggio. Era stata una giornata intensa. La stanchezza si faceva sentire e le scarpe nuove non le davano tregua. Proseguirono senza fiatare. Dario reggeva un ombrello e si sforzava di respirare a pieni polmoni. Le gambe erano sufficientemente salde e il cranio sembrava aver ritrovato un minimo di stabilità. Pesava come un macigno, ma quantomeno aveva smesso di roteare su se stesso. Beatrice camminava al suo fianco. Non ce l’aveva con lui. Riteneva che avesse il diritto di affogare nell’alcol il dolore e la paura. Era rassegnata al fatto che non sarebbe mai tornato a essere l’uomo che un tempo aveva amato con tutto il cuore.
Stoccolma
Altre volte incontrava due anziani coniugi che usavano passare le loro domeniche pomeriggio seduti a un tavolino di un bar in piazza Martiri della Libertà. Un giorno aveva visto l’uomo allungarsi a fatica verso la moglie e baciarla con affetto sulle labbra. Forse voleva dimostrarle che l’amava ancora. O forse era un modo per esorcizzare un senso di colpa riaffiorato all’improvviso. Ciò che più l’aveva colpita era stata la semplicità dell’atto. Un viso proteso e leggermente inclinato. Istinto e sentimento. Nient’altro, nemmeno una parola. L’uomo si era rimesso comodo e i due erano rimasti in silenzio ancora cinque minuti, prima di andarsene. Beatrice, seduta due tavoli dietro con un drink in mano, li aveva seguiti con lo sguardo sin dove possibile. Il frastuono dei suoi pensieri era stato messo a tacere da un piccolo gesto intimo e sacrale.

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18 Aug, 2021

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Alessandro Vanzaghi

Con un certo istinto si nasce: non si può diventare scrittori se non c’è una luce, almeno soffusa, dentro.

Come nasce questa passione
Tutto inizia solo pochi anni fa. Mi trovo in ufficio, un giorno qualsiasi dell’estate 2015, e a metà pomeriggio un collega si volta verso di me e mi suggerisce l’idea di partecipare al “Prada Journal”.

Il concorso letterario è alla terza edizione, non richiede costi di adesione e prevede, per i vincitori, un premio in denaro e la pubblicazione all’interno di un’antologia digitale.

Ringrazio il collega e gli rammento che nella vita recupero crediti. Né gli studi classici né la mia passione per la scrittura possono ormai cambiare le cose.

I tempi in cui sognavo di fare il giornalista e scrivere magari qualche libro sono sepolti da un pezzo. Ho una famiglia, dei figli, troppe partite di calcio da giocare e vedere e troppe bottiglie con cui brindare.

Chi sono

Pagine Scure
Luglio 11, 2026Breve parola sulla ricerca della redenzione. Protagonista, un vecchio clochard che vive sotto i ponti di Parigi, dopo aver passato qualche anno in carcere. I suoi ultimi giorni di vita [...]
Luglio 6, 2026Scrittore affermato, sciupafemmine alcolista dalla mani bucate, è costretto dalle circostanze a tornare in patria (Inghilterra) per ricoprire l’inedito ruolo di insegnante universitario. Sarà per lui un’occasione per riflettere sugli errori commessi e ritrovare, forse, se stesso. Li adoro, i personaggi come Kennedy Marr, egoisti e narcisi, che si godono la vita “poichè è il modo migliore per vendicarsi”. Li adoro perchè mi riportano al più grande di tutti, in questo senso, il “mio” Bukowski; perchè mi rendo conto che ogni bicchiere scolato è il solito cliché, ma comunque irrinunciabile; perchè nel loro cuore c’è spazio solo per la scrittura; perchè hanno il coraggio di prenderla a schiaffi, la vita, e di godersela sul serio, alla faccia di chi può soltanto stare a guardare. Non li biasimo, e come loro, rido di chi li critica e si permette di indicargli la strada buona. E’ soltanto invidia, o quantomeno incapacità di ammettere che un’esistenza grigia e abitudinaria non è il modo migliore per scacciare la morte. O il pensiero della morte. Ah, dimenticavo: se vi fosse mai capitato di spalancare di colpo gli occhi alle due del mattino, colpiti da un’idea e dal desiderio impellente di concretarla su una pagina bianca bevendoci su qualcosa di forte, ebbene, questo è il libro per voi. “Si era ammazzata per dodicimila sterline. Avrebbe potuto farle un assegno su due piedi per quella cifra… Kennedy aveva pianto, rannicchiato sul brutto pavimento laminato del brutto appartamento in affitto di sua sorella. Avrebbe dovuto aspettare, avrebbe dovuto distillare quel mosto ancora a lungo, prima di essere abbastanza pronto per un romanzo. Un po’ come ci volevano tre tonnellate di petali di rosa per fare un libro di olio di rosa, Kennedy sapeva che ci voleva molto dolore, molta esperienza, per partorire tre o quattrocento pagine di narrativa.” [...]
Giugno 28, 2026Storia d’amore tra un ricco nullafacente viaggiatore e una geisha alle prima armi ambientata in un luogo sperduto del Giappone occidentale. E’ un libro che semplicemente non sono riuscito a capire. Troppo lontana la distanza culturale dai due protagonisti e dall’autore (premio Nobel per la letteratura nel 1968). Il lirismo delle immagini, il non detto, il fascino dei paesaggi innevati sempre al centro del racconto, la ricerca della bellezza, funzionano solo se contenuti entro certi limiti. Qui, invece, anche le poche vicende che si svolgono ad di fuori dei contorti dialoghi tra Shimamura (il viaggiatore) e Komako (la cortigiana) hanno contorni confusi e sembrano non ricercare un fine specifico. Non mi sento all’altezza di criticare nè la scelta, nè lo stile (per gli esteti: questo è un libro scritto benissimo), ma è una lettura che non consiglierei. [...]
Giugno 22, 2026Il primo romanzo incentrato su un viaggio del tempo risale al 1895. A pubblicarlo, a soli trent’anni, fu colui che divenne uno dei massimi esponenti della letteratura fantascientifica. Il futuro di Wells estremizza la suddivisione fra le classi sociali, in particolare quelle presenti nel Regno Unito durante la seconda rivoluzione industriale. Eloi e Morlock rispecchiano rispettivamente la casta di privilegiati, debosciata e instupidita, e il mondo operaio, che altro scopo non ha se non quello di garantire la sopravvivenza del sistema. La storia, narrata dallo scienziato protagonista ( il “Viaggiatore del Tempo”) è inevitabilmente obsoleta e alcune speculazioni intellettuali, soprattutto nella fase iniziale, rendono la lettura più impegnativa del dovuto. Quando però si entra nel vivo e il messaggio di fondo viene espresso attraverso l’azione, il racconto si fa avvincente e il genio dell’autore manifesto. [...]
Giugno 15, 2026Gruppo di universitari condivide libri di testo, amori, disamori, disagi economici e sbronze colossali all’insegna del divertimento inframezzato da qualche amara riflessione sul senso della vita. Immedesimarsi nei personaggi è quasi naturale per chiunque abbia passato le stesse esperienze, al di là del percorso di studi compiuto. Gli aneddoti, i discorsi, gli innamoramenti, persino le citazioni musicali…tutto concorre a glorificare potere, bellezza e follia della gioventù. Lettura gradevole guastata dall’inefficacia dei tanti dialoghi teatrali e poco realistici. [...]
Giugno 8, 2026Una singolare storia d’amore e di spionaggio ambientata nella città tedesca prima della costruzione del muro (datata 1961). Il libro si legge con piacere e l’aurea di mistero che lo avvolge ne rende interessante lo sviluppo. Resta però l’impressione che l’autore non abbia ben chiara la strada da intraprendere: se puntare su una classica spy-story, sulla relazione sentimentale tra i due protagonisti, oppure, nella fin troppo lunga sequenza che precede l’epilogo, su un esame introspettivo dopo un atto di violenza (in perfetto stile Dostoevskij). Questa molteplicità d’intenti, unita ad alcuni soluzioni al limite del paradosso, toglie un po’ di smalto a un’opera comunque ben costruita e ben narrata. [...]
Giugno 3, 2026Paziente di un ospedale psichiatrico non accetta di essere sottoposto a un trattamento di elettroshock e reagisce con violenza. In queste poche pagine ritmo e tensione non scemano mai, sia nella parte descrittiva, in cui si narrano gli antefatti e i motivi dell’internamento del protagonista, sia quando la storia è raccontata in presa diretta. Spunti di riflessione: la perdita della memoria e la conservazione a tutti i costi della coscienza e della dignità umana. Non è certo sufficiente per giudicare le qualità dell’autore, ma è senz’altro un ottimo punto di partenza. Personalmente credo che scrivere un racconto di tale livello non sia da tutti. [...]
Maggio 30, 2026Dentro i quartieri popolari di Piombino, a ridosso dei mastodontici impianti siderurgici (espressione non tanto di lavoro e opportunità, quanto di morte e distruzione), si sviluppa e poi si stravolge la travagliata amicizia tra Anna e Francesca, pre-adolescenti troppo presto catapultate nel mondo adulto fatto di brutalità e sfruttamento, egoista e povero di sentimenti. E’ una storia cruda ambientata nei primi anni Duemila in cui niente e nessuno viene risparmiato: padri violenti o malfattori, madri arrendevoli e ipocrite, fratelli, amici e compagni di gioco o di scuola imbevuti di miseria, rassegnazione e rancore. L’autrice non fa sconti e scardina impietosa anche il legame tra le due ragazzine, in apparenza solido come l’acciaio. [...]
Maggio 18, 2026Biografia memorialistica di un Navy Seal divenuto celebre per la sua mira infallibile. A pagina 10 si legge: “Per me, il numero non è importante. Mi piacerebbe solo averne uccisi di più, e non per potermene vantare, ma perchè credo che il mondo sia un posto migliore senza selvaggi che spengono vite americane.” Trecento pagine dopo…: “Ho cominciato a insegnare a mio figlio a sparare quando aveva due anni… La mia teoria è che i bambini si mettono nei guai perchè sono curiosi: non soddisfare la loro curiosità equivale ad andare in cerca di grossi guai”. Kyle (ucciso a soli 38 anni da un suo ex suo commilitone marine) di certo aveva il dono della coerenza, come uomo e come autore. Le parti più interessanti delle sue memorie sono forse quelle in cui lascia spazio alla moglie e ai problemi familiari. Per il resto, è un’autobiografia ricca di aneddoti, gradevoli e a tratti addirittura divertenti, destinati a lettori bulli, rissaioli, patiti di armi e guerrafondai. Non a caso uno dei film di Eastwood regista che ho apprezzato meno è proprio il suo “American sniper” del 2014. [...]
Maggio 11, 2026Costa caraibica della Colombia, un lunedì festivo di un anno imprecisato: il giovane Santiago Nasar si sveglia già condannato a morte, pur senza saperlo, mentre in tutto il villaggio c’è fermento per la tanto attesa visita del vescovo. Il movente è un delitto d’onore narrato con tutti i crismi di un semplice fatto di cronaca, come recita il titolo. Marquez espone i fatti e non giudica, fedele alla propria scelta. Lascia che siano i tanti testimoni a esprimere solidarietà, dubbi o accuse nei confronti della vittima. La novella lascia molteplici e libere interpretazioni: per quanto mi riguarda è soprattutto un atto d’accusa contro l’omertà. Amici, prelati, conoscenti… quasi tutti girano la testa dall’altra parte, manifestando più o meno direttamente il proprio consenso alla vendetta in forma di delitto. Peccato che Santiago potrebbe essere innocente, ma questi sono solo dettagli. [...]
Aprile 27, 2026L’islandese Hilnur, 33 anni, vive ancora con la madre e non ha la benché minima intenzione di recidere il cordone ombelicale. Viziato, indolente, ossessionato dalla pornografia e incapace di relazionarsi col prossimo, esce di casa solo per frequentare personaggi ambigui e locali di dubbio gusto. La sofferenza, più che sua (in fin dei conti è servito e riverito, si porta a letto l’amante bisessuale della madre e riceve un discreto sussidio statale), è del lettore, che Hilnur tiene a debita distanza con eccessi e riflessioni volgari e blasfeme. A parte qualche debole tentativo di strappare un sorriso (la sua avversione per chi indossa la divisa regala guizzi oggettivamente divertenti), è un libro che non arriva al dunque. Sembra, anzi, fine a se stesso, irrequieto, incompiuto e soprattutto espresso in un linguaggio spesso inintelligibile. [...]
Aprile 13, 2026Singolare giallo che vede protagonisti, nei panni di detective improvvisati, tre giovani storici squattrinati e un ex-poliziotto cacciato per corruzione. Lettura godibile in cui l’approccio ironico dell’autrice alleggerisce l’intreccio comunque intricato, dove non mancano false piste, colpi di scena e crimini. Il tocco femminile, che evita volgarità e non indugia su particolari macabri che in un contesto simile sarebbero stati fuori luogo, è sapiente e rappresenta il punto di forza dell’opera. Pessima traduzione italiana del titolo (l’originale, francese, è “Debout les morts”). [...]
Marzo 30, 2026Un dissidente del regime fascista trascorre due anni in esilio forzato nei borghi sperduti della Lucania (l’odierna Basilicata). L’attaccamento dell’autore per questa terra e la sua gente è evidente e viscerale. Le tante persone in cui si imbatte il protagonista, artista di mestiere e medico improvvisato, sono poverissime, disilluse, apolitiche, private della speranza di una via d’uscita e così attaccate alla propria terra da sentirsi tutt’uno con essa. Lo stile narrativo, nel tentativo forse di ricalcare l’isolamento economico e sociale di luoghi sospesi nel tempo e il grigiore di monti e colline inospitali e brulli, è descrittivo, placido e tutt’altro che essenziale. La carenza di dialoghi è una scelta precisa che invita il lettore a contemplare paesaggi e situazioni dall’esterno, tenendosi in disparte. Un libro che si legge a fatica, incentrato su gente emarginata e ignorante, ma destinato a palati fini. Contraddizione in termini? [...]
Marzo 23, 2026Con “La via del tabacco” è il romanzo più celebre dello scrittore americano nato in Georgia agli inizi del secolo scorso. Il campetto del titolo è una fetta di terreno che Tay Tay Walden consacra al Signore, nell’auspicio che tutt’attorno possa nascondersi un filone d’oro o almeno qualche pepita. Da quindici anni, infatti, il vecchio contadino ha abbandonato quasi del tutto l’attività di agricoltore e scava, scava senza sosta, accecato dalla cupidigia. Ad aiutarlo là fuori, due figli maschi e due “negri” di fiducia, mentre la conduzione della casa è affidata alla lasciva figlia Darling Jill e alla bellissima nuora Griselda. La ricerca sfrenata di un tesoro che non c’è rappresenta lo snodo che permette all’autore di trattare svariate tematiche quali politica, superstizione, lotta operaia, odio e vendetta. Gli uomini e le donne di Caldwell sono simili a bestie per il modo in cui vivono e si esprimono, poichè agiscono senza riflettere e per un irrefrenabile istinto sessuale. Il romanzo è uno spaccato di vita talmente realistico da risultare a tratti indigesto. La scrittura, sublime. [...]
Marzo 22, 2026Raccolta di undici racconti pervasi dei colori, dei profumi e del fascino della terra in cui sono ambientati. Siamo nella Rhodesia del sud (odierno Zimbabwe), ai tempi del colonialismo britannico. Da una parte i bianchi padroni latifondisti, dall’altra la popolazione locale, ghettizzata e sfruttata. C’è grande coerenza all’interno dell’antologia e un dislivello minimo tra una storia e l’altra, cosa decisamente non comune. L’autrice accompagna il lettore dentro le magioni delle famiglie patronali e lascia che si immerga nella maestosità dei paesaggi circostanti. Lo fa con una sensibilità tutta femminile, senza costrizioni né appannamenti. Volendo scegliere un racconto su tutti, direi che “Inverno in luglio” racchiude al suo interno la qualità principale di Lessing, che punta dritta al soldo tralasciando rimandi e lungaggini. Ammetto che aver letto parte del libro sdraiato su una spiaggia africana ha contribuito non poco al mio giudizio finale, ma non posso far altro che consigliarlo. [...]
Marzo 18, 2026Ritratto spietato di un impiegato ministeriale vicino alla pensione e pronto a ogni sorta di asservimento pur di mantenere il posto fisso e mettere al sicuro il futuro dell’unico figlio. Siamo in pieno boom economico, nella Roma degli anni Settanta, quando individualità ed egoismo presero a farla da padroni, oscurando i valori sociali affermatisi nel secondo dopoguerra. La meschinità di Vincenzo Cerami, uomo ordinario senza apparenti qualità, poteva risultare forse inedita al tempo della stesura, ma, inserito nel contesto attuale, ben poco di ciò che fa o pensa il protagonista risulta essere atipico o sorprendente. Nemmeno la vendetta, di cui diviene fautore in maniera fredda e quasi inconsapevole, riesce a sconvolgere chi oggi legga il libro. E’, in definitiva, un romanzo scritto (molto, molto bene) per generazioni passate e invecchiato come un buon vino. Purtroppo per noi. [...]
Marzo 2, 2026La corposa raccolta dell’autore di “Addio alle armi” e “Per chi suona la campana” raccoglie scritti brevi composti tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Di interessante c’è davvero tanto, ma purtroppo le tematiche trattate sono soprattutto quelle dei suoi romanzi più celebri, in genere distanti dai miei interessi: caccia, pesca, guerre e corride, perlopiù. Hemingway non si perde in chiacchiere e digressioni mantenendo nei suoi racconti lo stile essenziale derivato dall’attività giornalistica e dall’esperienza diretta sul campo (partecipò attivamente ad entrambe le guerre mondiali, fra le altre cose). Almeno una dozzina i racconti davvero buoni, perlomeno quelli che hanno colpito me. Credo, però, che lettori più in linea con le inclinazioni dell’autore possano trovarne diversi altri all’interno dell’antologia. [...]
Febbraio 27, 2026Un onnivoro convinto s’innamora perdutamente di una modella vegana e, pur controvoglia, adatta il proprio stile di vita a quello della futura moglie. E’ una raccolta di aneddoti autobiografici in cui l’autore (il regista di “Notte prima degli esami” e “Maschi contro femmine”), riesce a strappare qualche sorriso puntando sull’esasperazione. La bellissima, irresistibile fidanzata Claudia, ne viene fuori come una tirannica rompicoglioni che bruca erba (letteralmente), insulta i mangia-carne e porta chiunque le stia accanto verso l’esaurimento nervoso. L’amore, però, si sa, aiuta a superare ogni ostacolo e può essere eterno. Nel caso della coppia in questione è finito tre anni dopo la pubblicazione del libro. Nella buona e nella cattiva sorte. [...]
Febbraio 16, 2026Thriller psicologico in cui l’autore gioca tutte le carte per catturare l’interesse del lettore. Per essere un romanzo d’esordio (nel 2009 Carrisi era conosciuto soltanto come scrittore di teatro e tv), è un ottimo libro, seguito poi da altri tre con la stessa protagonista-poliziotta al centro dell’azione. Le scelte sono quasi tutte azzeccate e la tensione ha molti picchi e pochissime pause. Impressionano la varietà delle efferatezze descritte e il numero di cadaveri che insozzano la pagine di sangue. Due pecche: il finale “aperto” (evidentemente era già nelle intenzioni dell’autore farne una saga) e l’ambientazione geografica non specificata, con nomi, cognomi e situazioni tipicamente americani, che avrà di certo favorito l’esplosione del libro e la traduzione in oltre venti lingue, ma ha anche ridotto la verosimiglianza dell’intreccio. [...]
Gennaio 29, 2026La prima notte di nozze tra due giovani sposi nell’Inghilterra di inizio anni Sessanta, quelli immediatamente precedenti alla “rivoluzione sessuale”, si rileva un fallimento. Preconcetti, disinformazione, silenzi, inesperienza e paure spezzano l’incanto di una coppia innamorata, ma impossibilitata a darsi reciproco piacere. E’ un romanzo breve in cui McEwan amalgama con sapienza la narrazione centrale, appunto quella dell’episodio incriminato, che si svolge in una camera d’albergo di un vecchio hotel, con flash-back utili a chiarire i motivi che hanno portato gli sposi a trovarsi spiazzati e spaventati nel momento culminante della loro fresca relazione. Può risuonare, oggi, un libro datato per la cultura occidentale, ma non è così: abbiamo altre paure, altre emozioni e debolezze, ma anche noi contemporanei ci crogioliamo nell’illusione di conoscere fino in fondo le persone più vicine, come fosse la cosa più naturale del mondo. [...]
Gennaio 19, 2026L’antologia raccoglie sette scritti dell’autore da cui sono stati tratti film più o meno celebri (su tutti “Atto di Forza” di Paul Verhoeven e “Minority Report” di Steven Spielberg). Sono più che altro spunti, quelli della raccolta, rispetto ad opere cinematografiche con trame molto più intricate e artificiose. Credo che sia stato il libro ideale per avvicinarmi all’autore e farmi apprezzare un genere, quello fantascientifico, con cui ho poca familiarità. Dick, ad di là della fantasia smisurata, sa scrivere bene. Molto bene, anzi. I racconti sono tutti godibili, con dialoghi concitati, personaggi catapultati in situazioni apparentemente senza via d’uscita, situazioni inverosimili presentate con una immediatezza così naturale da farle apparire se non realistiche, di certo credibili. Una bella lettura, insomma, dove il tema fondante resta quello del controllo sociale: l’individuo non è mai del tutto libero, qualunque sia il mondo di appartenenza. [...]
Gennaio 13, 2026Sesso (rigorosamente promiscuo e non protetto), droga (un compendio enciclopedico di tutto il meglio in circolazione nei lucenti anni Novanta) e rock’n’roll (l’autore, anche musicista, cita brani e album punk, rock, grunge, metal a decine). E’ uno spaccato della gioventù allucinata nella provincia americana: anarchia, trasgressione e un profondo vuoto esistenziale accompagnano i giorni disperati di un gruppo di ragazzi. Voglia di lavorare pari a zero, pochissimi valori e nessun futuro. In un modo o nell’altro si tira avanti, vivendo alla giornata e facendosi compagnia in appartamenti spogli, edifici abbandonati e locali a luci rosse. Hornburg è bravo nel descrivere visivamente il disagio di coloriti personaggi che mentono, tradiscono e rubano come se non potessero fare altrimenti, risultando quindi indirettamente innocenti. Manca però la forza di spingersi oltre sia a livello lessicale (penso agli estremi raggiunti ad esempio da Irvine Welsh in “Trainspotting” e altrove) sia per quanto riguarda l’intreccio, in definitiva povero e con una parentesi sentimentale slegata dal contesto. [...]
Gennaio 13, 2026Vita, morte e nessun miracolo di un personaggio, William Stoner, che attraversa una storia lunga qualche decennio senza lasciare traccia, esattamente come miliardi di altri uomini. E’ la biografia di una persona comune (professore universitario di origine contadine) con i suoi alti e i suoi bassi, qualche momento d’entusiasmo e anni di sopportazione, indifferenza e rassegnazione. Di solito mi trovo a recuperare con imperdonabile ritardo opere che sarebbe ideale leggere prima dei vent’anni. Questa volta, però, la mia scelta temporale è stata perfetta. Da giovane avrei detestato un libro in cui, anche nei momento di picco, quando l’esistenza sembra regalare gioie e possibilità, la speranza è bandita e la disillusione pervade ogni pagina. L’autore non considera il suo protagonista un perdente, ma un uomo qualsiasi cui nega la possibilità di essere altro, di cambiar pelle, di rivoluzionare la propria esistenza, legandolo a paure, radici, abitudini e dettami sociali. Lo ancora a terra, impedendogli di spiccare il volo. E’ un grande libro, sconsigliato a chi si sente addosso il peso leggero di un paio d’ali. [...]
Gennaio 4, 2026Diciassette racconti e non una parola fuori posto. Un vero peccato aver già letto quasi tutta la (scarna) bibliografia disponibile dell’autore. Recentemente ho partecipato a una serata dedicata alla lettura di brani di Carver, alternati ad altri del ben più prosaico e altrettanto grandioso Bukowski: ascoltare quei frammenti con la voce e l’atmosfera giusta mi ha fatto avvicinare a questo libro con bramosia. Nella raccolta c’è di tutto e di più, ma con Carver si gioca facile: che si parli di un cancello aperto, di una divano in vendita, di una partita a biliardo o altre sottigliezze, ciò che riesce a fare con la penna è un fenomeno che non so spiegarmi. Non può certo ridursi al dono di saper guardare oltre l’apparenza, la mera essenza delle cose. No, è qualcosa di più, un segreto inaccessibile che gli permette di raccontare il superfluo e il vuoto fino a renderlo significativo. [...]
Dicembre 31, 2025Romanzo d’esordio dello scrittore e sceneggiatore britannico e mia prima lettura all’interno della sua bibliografia. Grattacieli fatiscenti, polvere e macerie fanno da contorno a un dramma narrato con i ritmi e i contorni indistinti di un sogno. Protagonisti quattro ragazzini, fratelli e sorelle orfani che nascondono un terribile segreto. E’ una storia cruda, anaffettiva e volutamente irrisolta, in cui l’autore, affidandosi alla voce del secondogenito quindicenne Jack, racconta morbosità, manie, paure e complessi di una famiglia segnata dal degrado e dal dolore. [...]
Dicembre 30, 2025Monumentale, potente, epico, intenso… e chi più ne ha, più ne metta. Qui parliamo di letteratura allo stato puro. Il romanzo (storico, per quanto riduttiva in questo caso possa essere qualsiasi categorizzazione), pur non rientrando appieno nelle mie corde per lunghezza, tematica, ambientazione e soluzioni stilistiche, mi lascia una ricca eredità. Credo che riconoscere la grandezza di un’opera d’arte, in qualsiasi campo, sia molto più semplice se il processo di immedesimazione è istantaneo, se avviene il classico colpo di fulmine, se quell’opera stessa sembra avere qualcosa a che fare con te, la tua esperienza, i tuoi sentimenti. Meno frequente e più complicato, invece, è il riconoscimento della grandezza quando quello scintillio negli occhi non si accende, quando le gambe non tremano e il cuore continua a battere con regolarità. Il capolavoro di Tolstoj, epopea familiare russa ambientata al tempo delle guerre napoleoniche, è riuscito a scardinare le mie remore trascinandomi lungo il suo solco. “Guerra e pace” è, semplicemente, un’opera enorme passata nelle mani di un lettore medio, disattento e impreparato, ma disposto ad ascoltare e farsi guidare anche attraverso impervie divagazioni filosofiche, lunghi passaggi in lingua francese non tradotti, una sintassi a tratti complessa e una serie infinita di pagine. E’ stato un viaggio di quasi quattro mesi che avrei dovuto affrontare in età più verde e con occhi più stabili, ma comunque arricchente e appassionante. Il tempo mi dirà di più, ma già ora sento nel cuore il calore accogliente della pace e in bocca il disgustoso sapore di ogni sua antitesi. “Lo scopo della guerra è l’omicidio; i mezzi della guerra sono lo spionaggio, il tradimento e i tentativi di fomentarla, la rovina delle popolazioni civili, le depredazioni a loro danno, il latrocinio per sostenere le truppe, l’inganno e la menzogna chiamati col nome di astuzie belliche; le caratteristiche morali della condizione militare sono la mancanza di libertà, l’oziosità, l’ignoranza, la crudeltà, la dissolutezza, l’inclinazione al bere. E, a onta di tutto, vediamo che questa è la categoria sociale più elevata, quella che riceve onori da tutte le parti. Tutti i sovrani portano la divisa militare: e a chi ha ammazzato più gente degli altri, vengono date ricompense maggiori. Si scontreranno per ammazzarsi a vicenda, faranno a pezzi, storpieranno decine di migliaia di persone, e poi faranno celebrare un Te Deum di ringraziamento per il fatto d’averne ucciso un gran numero, e strombazzeranno la loro vittoria, col presupposto che quanta più gente è rimasta uccisa, tanto più grande è il merito loro.” [...]
Novembre 4, 2025Come ogni anno, mi auguro sia stato un grande 4 novembre per tutti. Per il sottoscritto è sempre un giorno (ovviamente) speciale: non più di festa e passione, ma certamente di pensieri che vagano, di canzoni e abbracci che suonano e stringono un po’ più forte, di promesse che infrangerò, di scommesse mai vinte su cui rimuginare, di persone che tornano e altre che non se ne sono mai andate. E’ il mio giorno, questo, quindi mi lascio scrivere e fantasticare. A voi, i miei migliori auguri di una vita che riempia i vostri cuori e inebri di felicità la vostra mente. Per quanto mi riguarda, stringo questo mio libro al petto e provo a crederci ancora. Fanculo, disse il poeta. “Show a little faith, there’s magic in the night…” [...]
Ottobre 11, 2025La bomba atomica lanciata su Hiroscima il 6 agosto 1945 uccise all’istante ottantamila persone. Ottantamila, per non parlare delle vittime che seguirono. Bruckner pubblicò questo romanzo sedici anni dopo lasciando a due bambini, fratello e sorella, il compito di veicolare il messaggio di speranza, pace e unità che rappresenta l’essenza dell’opera. Scrivendo per i ragazzi del 1961, intese rivolgersi agli uomini che quegli stessi ragazzi sarebbero diventati. Una lettura lacerante e indispensabile. A quindici anni, ma anche a venti, trenta o cinquanta. Non abbiamo imparato nulla o quasi, ma la lezione rimane unica. [...]
Agosto 28, 2025Una giornata tipica del diciassettenne Frank Cauldhame su un isolotto scozzese prevede la realizzazione di congegni esplosivi, la cattura, la tortura e l’uccisione di animali vari, la disposizione di trappole per tenere lontane le persone del paese vicino, riti satanici in soffitta. La cosa più normale che lo riguarda sono le sbronze colossali il sabato sera con l’unico amico (un nano di sei anni più vecchio, che lui tiene sulle spalle per permettergli di filtrare con le ragazze faccia a faccia). Da bambino ha ucciso tre coetanei con strategie sempre diverse e fantasiose, vanta un fratello psicopatico che si diletta a bruciare vivi cani di ogni razza e dimensione, sua madre lo ha abbandonato da neonato lasciandolo nelle mani del marito, appassionato di esperimenti chimici, con cui Frank convive senza mai essere stato dichiarato all’anagrafe. Ho detto tutto? No, assolutamente. Queste sono soltanto le basi sulle quali l’autore poggia una storia di paura, concreta e assoluta, talmente impensabile da apparire realistica. Sconsigliato a chi ama gli animali, detesta la violenza e sfrutta le notti per riposare. [...]
Agosto 24, 2025Raccolta postuma di quindici brevi racconti del grande autore siciliano. Le tematiche centrali della sua opera (contrasto tra realtà e apparenza, crisi dell’individuo, incomunicabilità) sono ben presenti, ma qui predomina l’elemento tragico associato alla vecchiaia, che relega in un secondo piano quell’energica vitalità, in passato sempre prioritaria, di storie e personaggi. Il paradosso dell’esistenza umana è denunciato attraverso fiabe moraleggianti incentrate sul mondo animale (formiche, orsi, gatti, cavalli, tartarughe e chi ne ha più ne metta) e storie dove la vena ironica di un tempo è soffocata da una visione pessimistica. Sono racconti scritti da un vecchio per lettori altrettanto vecchi o comunque disillusi, dove per fortuna non mancano tratti piacevoli e tipicamente pirandelliani come in “Quando s’è capito il giuoco”, “La casa dell’agonia” e “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero” [...]